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Da dove partiamo?

Lo spazio del blog nasce per riflettere insieme su nuovi orizzonti di senso possibili nell’educazione…

Narrare e narrarsi, per capire, capirsi e agire.

Una narrazione serve a sé stessi e agli altri. Narrandosi, le persone comprendono meglio la propria realtà e la mettono in condivisione: ci si capisce e si permette anche gli altri di capire e di capirsi. Ci permette di agire meglio nella scuola e non solo.

Narrativa d'impresa
M. Matrone, D. Pinardi, Narrativa d’impresa, ed. Franco Angeli, Milano, 2013.

Scrivere non significa descrivere assoluti, realtà oggettive o verità rivelate, perché la rielaborazione della conoscenza è sempre contestualizzata all’interno della propria identità, delle proprie esperienze e dei propri contesti di Vita.

“[…] non è facile accettare che il vero valore di una conoscenza stia esclusivamente nella sua “percorribilità” o “viabilità”, vale a dire nel fatto che essa può soltanto costruire delle strade che attraversano un paesaggio ma non rappresentare totalmente e perfettamente questo paesaggio.”

(M. Matrone, D. Pinardi, Narrativa d’impresa, ed. Franco Angeli, Milano, 2013)

Ma la realtà c’è o si inventa?

Nessuno giunge alla conoscenza vera della realtà, della realtà come verità. Ce lo insegnano in tanti:

  • Elisabeth Loftus, nei suoi studi sulla memoria;
  • Kurt Lewin, con la teoria del campo;
  • Jean Piaget, quando afferma che la mente organizza il mondo organizzando se stessa;
  • George Kelly, nella Teoria dei Costrutti Personali;
  • Paul Watzlawick quando parla di conoscenza come l’invenzione della realtà;
  • Michael Arbib, mentre vede la realtà come un reticolo di schemi mentali;
  • Erving Goffman con la teoria dei frame;
  • Fritz Heider nella teoria dell’equilibrio cognitivo;

e… molti altri!

Chi conosce, chi apprende, chi valuta lo fa in quanto soggetto che interagisce con realtà oggettive, ma mai completamente afferrabili, le rielabora secondo i propri schemi mentali e secondo le proprie inclinazioni, le proprie esperienze e la propria epistemologia, quindi in base alla propria visione di sé stesso, degli altri e del mondo.

Come rispondere?

Avere uno spazio in cui scrivere e condividere contenuti, esperienze, racconti, progetti e lavori non significa essere perfettamente definiti da quei racconti, quelle esperienze, quei valori, raccontati ed identificati come parametri immodificabili.

Come ciò che scrivo non è la descrizione oggettiva del mondo, così io stessa non sono descritta esaustivamente dalle mie parole, dai miei contenuti e, in definitiva, dal mio blog!

Il blog è un tentativo di interpretare la realtà che ho vissuto e che sperimento, di raccontarla per poter offrire degli spunti e delle idee a qualcuno che legge, così che possa vivere la propria realtà nel proprio, specifico e unico, modo di essere.
Ciascuno di noi interpreta sé stesso, gli altri, le esperienze; ognuno cresce nelle relazioni reciproche, come ci ricordano Martin Buber, Carl Roger, Maurice Nedoncelle: io sono io perché sono in relazione con te. L’alterità porta allo sviluppo dell’identità personale, secondo la reciprocità delle coscienze, in un movimento circolare.

“Ogni giorno, in ogni momento, con trame e orditi, costituiamo il complesso dei mondi di riferimento, individuali e collettivi, che costituiscono la o le realtà con cui ci confrontiamo: e proprio sulla base di questa continua opera di tessitura […] possiamo vivere e relazionarci. […] se in apparenza questo aumenta immensamente il nostro grado di libertà, perché siamo noi a costruire il terreno del nostro agire e non lo subiamo passivamente, al contempo crescono le responsabilità etiche per quanto facciamo: se siamo noi a costruire la realtà, ne siamo anche responsabili. Noi, non altri.”

(M. Matrone, D. Pinardi, Narrativa d’impresa, ed. Franco Angeli, Milano, 2013)
Non si smette mai di imparare
Non si finisce mai di imparare!

Responsabilità.

In questa prospettiva, metto a disposizione ciò che mi appartiene, per avere un confronto, per crescere io stessa, per aiutare a crescere, per riflettere, senza nessuna pretesa di riferimento.

Proprio perché l’interpretazione di realtà e vissuti è così complessa, l’educazione richiede un’infinita responsabilità.

Fare ricerca, scardinare i paradigmi, rendere visibili il pensiero e l’apprendimento, riorganizzare le proprie epistemologie e agire meta cognitivamente è una necessità.

Cosa trovi in questa sezione?

Un elenco delle pubblicazioni e degli articoli che ho scritto, alcuni gratuiti e scaricabili, altri no. Mi piacerebbe sapere se li leggi, se li utilizzi, se li ritieni funzionali e/o efficaci… insomma, cosa ne pensi e se vorresti un confronto o ulteriori approfondimenti. In tal caso, puoi scrivermi all’indirizzo email veronica@ilblogdellaprof.it